PIZZA: ORIGINI E CURIOSITÀ
Nella nostra sezione Curiosità di Tarallucci e vino, oggi parliamo di Pizza!
Ebbene, anche se l’origine del nome PIZZA sembra non essere chiaro e pare possa derivare dal verbo pigiare o calpestare, ma anche dalla pita mediterranea e balcanica, di origine greca, di certo sappiamo che questa gustosa pietanza piace un po’ a tuttiJ
Noi di Tarallucci e vino la amiamo e la prepariamo anche, a modo nostro, ma soprattutto la mangiamo molto spesso?
In ogni caso, la pizza ha per base un impasto di acqua, farina di frumento e lievito, cotto con calore secco.
Relativamente al suo luogo di origine esistono varie teorie: potrebbe essere Napoli, ma anche Genova, ma, essendo un alimento preparato nei più svariati modi in Italia e nel mondo, potremmo dire che le sue origini si perdono nella notte dei tempi…
Anche se, fin dall’antichità la pizza, o comunque pietanze simili a ciò che siamo abituati oggi a considerare pizza, era già presente nell’alimentazione comune, abbiamo dati certi nel 1490 della pizza genovese, poi nel 1730 la pizza napoletana, nella variante Marinara, e nel primo decennio del XIX secolo nella famosa Margherita.
Questo nome pare fu stato deciso dal suo inventore, Gennaro o Raffaele Esposito, quando, verso la fine dell’Ottocento, offrì una pizza con i tre colori nazionali, alla regina d’Italia Margherita di Savoia che aveva fatto una visita alla città di Napoli.
Successivamente alla scoperta dell’America alla pizza napoletana venne aggiunta la salsa di pomodoro.
Iniziò proprio in quel periodo la vera diffusione di questo prelibato alimento raggiungendo sia i poveri che i nobili, compresi i sovrani piemontesi. I primi locali specializzati nella preparazione della pizza li troviamo all’inizio del settecento.
Sono in pratica delle trattorie, che poi prenderanno il nome di pizzerie, dove tutte le classi sociali consumeranno questo piatto inizialmente popolare.
La pizza rimase comunque un fenomeno solo italiano fino al principio del Novecento, ma poi, in seguito al fenomeno dell’emigrazione, iniziarono a diffondersi all’estero, e, dopo la Seconda guerra mondiale, divenne un fenomeno mondiale.
Negli ultimi anni, anche la più sottile e croccante pizza alla romana ha iniziato a riscuotere particolare successo.
Nel 2017 l’Unesco ha dichiarato l’Arte dei pizzaioli napoletani ” Patrimonio dell’umanità”.
Specifichiamo di seguito alcuni tipi di pizza:
Pizza tonda o pizza classica; Pizza al taglio; Pizza alla pala; Pizza a metro; Pizza genovese; Pizza napoletana; Pizza marinara; Pizza Margherita classica; Pizza romana; Pizzolo di Solarino e Sortino o calzone; Panada (in Sardegna); Panzerotto; Sfincione, Pizzolo, Pidone (in Sicilia); Pizza Chicago–style, ecc.
Alcuni condimenti tra i più usati:
– Marinara (pomodoro, aglio, origano, olio d’oliva)
– Margherita (pomodoro, mozzarella, basilico, olio d’oliva)
– Napoletana (pomodoro, mozzarella, acciughe, origano, olio d’oliva)
– Prosciutto e funghi (pomodoro, mozzarella, prosciutto, funghi, olio d’oliva)
– Capricciosa (pomodoro, mozzarella, funghi, carciofini, prosciutto cotto, olive e olio d’oliva, a volte anche uova sode)
– Quattro stagioni (gli stessi ingredienti della capricciosa, disposti però nei quattro quadranti in cui viene suddivisa la pizza)
– Bianca (mozzarella, olio d’oliva)
– Quattro formaggi (mozzarella e altri tre tipi di formaggi scelti tra gorgonzola, provolone, emmental, scamorza, fontina ecc.)
E chi più ne ha più ne metta!
Buona Pizza a tutti dunqueJ
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