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CANEDERLI TIROLESI IN BRODO

Carissimi amici di Tarallucci e vino, oggi la nostra Annalisa ha condiviso con tutti noi la sua ricetta dei canederli tirolesi in brodo.

Ci ha spiegato che questa è la sua versione, in quanto questo piatto si presta a numerose personalizzazioni.

Annalisa ha scoperto i canederli durante i suoi viaggi in Alto Adige e, ascoltando le storie raccontate nelle malghe, si è appassionata e ha voluto provare a servirli anche ai suoi familiari, che hanno molto gradito!

In pratica, questo piatto povero della tradizione tirolese, nasce per recuperare quello che si aveva in casa, come il pane raffermo, quindi ogni volta si possono aggiungere ingredienti a piacere quali lo speck, la carne, le spezie o gli spinaci lessi ad esempio.

Di seguito dunque abbiamo la versione di Annalisa dei canederli tirolesi in brodo.

6/8 canederli

2 ore e mezzo

Media

Costo medio

Ingredienti

  • 200 gr di pane raffermo
  • 180 gr di latte
  • 2 uova
  • 200 gr di carne tritata tipo vitello
  • 50 gr di speck a dadini piccolissimi
  • Erba cipollina q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • Noce moscata q.b.
  • 1 – 2 cucchiai di pangrattato se necessario
  • Burro q.b.
  • Cipolla

Ingredienti per il brodo

  • 400 gr di carne di vitello
  • 2 o 3 pomodorini pachino
  • 1 costa di sedano bianco
  • 1 carota
  • 1 cipolla
Canederli tirolesi in brodo di Annalisa

Preparazione

Come prima cosa, preparare il brodo. Annalisa lo ha preparato con 400 gr di carne di vitello insieme a 2 o 3 pomodorini pachino, una costa di sedano bianco (che ha un sapore più delicato), una carota intera e una cipolla non troppo grande. Fatto cuocere per circa 2 ore e poi filtrato per bene.

Nel frattempo, ridurre a dadini 200 gr di pane raffermo (fette di pagnotta, oppure una rosetta, etc.), vecchio di almeno di 2 – 3 giorni.

In una ciotola capiente mettere i dadini di pane, versarci sopra del latte e ammorbidirlo con le mani.

Poi, in una padella antiaderente, versare un filo d’olio extra vergine d’oliva e far soffriggere la cipolla. Una volta imbiondita, aggiungere anche una noce di burro.

A questo punto mettere in padella la carne tritata (Annalisa ha utilizzato carne di vitello ma naturalmente si può usare anche carne di maiale o manzo).

Far cuocere e sistemare di sale. Poi aggiungere anche lo speck a dadini piccolissimi e far rosolare.

Annalisa raccomanda di tagliare lo speck finissimo con lo scopo di ottenere una maggiore tenuta del canederlo durante la cottura nel brodo.

Una volta che questo mix di carne e speck sarà cotto e raffreddato, aggiungerlo nel pane e latte precedentemente preparato e versare anche le uova, l’erba cipollina, il prezzemolo e la noce moscata.

Iniziare a mescolare il tutto. L’importante è che il composto non sia troppo morbido altrimenti c’è il rischio che i canederli si sfaldino durante la cottura. Se necessario dunque aggiungere 1 o 2 cucchiai di pangrattato così che il composto risulti corposo (in pratica non deve essere né troppo secco né troppo morbido).

Si deve poter modellare agevolmente con le mani.

Dopodiché lasciar riposare un pochino e formare le palline (Annalisa ne serve di solito 2 a persona).

A questo punto, tuffare queste palline nel brodo caldo e lasciarle cuocere per 10 – 12 minuti.

È possibile che durante la cottura dei canederli nel brodo bollente, qualche pezzettino di carne si stacchi e vada a finire nel brodo. Per ovviare a questa cosa, c’è chi fa cuocere i canederli in acqua salata e li scola per poi versarli nella tazza piena di brodo.

Annalisa invece preferisce non lessarli a parte perché un po’ di sapore si perderebbe.

Lei risolve in questo modo: li cuoce nel brodo, ma poco prima di servire scola i canederli e li mette in una ciotolina. Poi con un passino da thè filtra il brodo così le impurità vengono rimosse.

Lei consiglia di servire i canederli tirolesi in brodo in una tazza e non in una scodella perché il canederlo deve sempre stare immerso nel brodo.

Alla fine, una volta scolato il canederlo e riempita la tazza di brodo, a piacere si può aggiungere del prezzemolo e dell’erba cipollina. C’è anche chi aggiunge un po’ di parmigiano.

Altro consiglio: si può aggiungere il parmigiano anche nell’impasto, anche se il canederlo nella sua versione originale è appunto un piatto della cucina povera tirolese, e in passato in quelle terre il parmigiano sicuramente non c’era. Magari utilizzavano altri tipi di formaggio, ma in ogni caso questo si può decidere liberamente in base ai gusti.

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