La mozzarella di bufala
A volte ci capita di aprire i nostri pranzi o le nostre cene con antipasti a base di gustosissime mozzarelle di bufala.
Altre volte le serviamo come secondo piatto. Altre ancora come contorno…
Insomma, qui a Tarallucci e vino non perdiamo mai l’occasione per mangiare questo straordinario formaggio fresco che è addirittura tutelato dalla Denominazione d’origine protetta.
Vogliamo quindi approfittare di questo spazio nella nostra sezione dedicata alle Curiosità, per parlarne un po’ con voi.
Ebbene, innanzi tutto c’è da specificare quelle che sono le zone di produzione del latte e di lavorazione della mozzarella di bufala:
- l’intero territorio delle province di Caserta e Salerno
- tre comuni in provincia di Benevento
- quattro comuni in provincia di Napoli
- la città di Frosinone e 12 comuni della sua provincia
- Latina e 19 suoi comuni
- Roma e 5 suoi comuni.
La mozzarella di bufala è un prodotto a pasta filata.
Nel momento del taglio, se fresco, compare una solcatura di siero dal profumo di fermenti lattici vivi del latte intero di bufala.
Di seguito le forme ammesse, che pesano dai 20 agli 800 grammi:
- rotonde
- trecce
- bocconcini
- ciliegine
- perline
- provola affumicata.
Il latte di bufala pastorizzato viene acidificato con siero naturale e a temperatura ambiente, quindi si aggiunge caglio di vitello.
Dopo la coagulazione, la cagliata viene rotta e la pasta tagliata in grosse fette. Successivamente, attraverso passaggi precisi e puntuali, si ottiene un impasto omogeneo, lucido e filiforme.
Una volta data la giusta forma al prodotto, il formaggio viene messo in acqua fredda e poi trasferito in alcune vasche per la salatura.
Non è giunto ancora il momento di confezionare la mozzarella di bufala in quanto deve essere a questo punto immersa in un liquido composto da acqua di filatura, sale e siero acidulo diluito.
Un procedimento dunque molto complesso che però permette di produrre questo buonissimo formaggio conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
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